Lunedì, 03 Ottobre 2016 00:08

#Sondaggi, #Referendum2016: il No avanti di 6 punti, ma l’astensione resta alta

Scritto da Redazione
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Ne sono già usciti tanti e ancora ce ne dovremo sorbire. Nonostante le notevoli differenze per la maggior parte danno il NO avanti. Tranne quelli della RAI che invece ribaltano la realtà e quindi hanno suscitato qualche giustificatissima polemica, visto che per realizzare questi vengono usati fior di quattrini pubblici.

Tuttavia, anche per l’anomala casa di rilevazione Ixè - Agorà Rai3, che aveva sempre dato e continua a dare in vantaggio i Sì sui NO, permane e si rafforza una tendenza: i SI sono in caduta libera. In sole 4 settimane hanno perso più di 4 punti percentuali (42% al 1 settembre, 38% al 23 settembre, 38% al 30 settembre).
Questo sondaggio presenta molte problematicità in controtendenza con tutte le altre case di sondaggi che sottolineano invece un incremento sensibile dei NO a discapito di una forte diminuzione di Sì e INDECISI.
Proprio il dato relativo agli "indecisi" evidenzia il trend maggiormente difforme da tutte le altre rilevazioni: per Ixè essi sorprendentemente aumentano al diminuire dei Sì, +4 punti in 4 settimane (23% al 1 settembre, 27% al 23 settembre, 26% 30 settembre).

Ma come riferisce formiche.net c’è un sondaggio riservato che sta turbando il sonno di Matteo Renzi. Sul tavolo del suo studio a Palazzo Chigi qualche giorno fa è planata una ricerca secondo cui anche una fetta di elettori che apprezza nel merito la riforma costituzionale potrebbe alla fine votare No. Il sondaggio è stato realizzato in due parti. Alle persone chiamate da Ipsos di Nando Pagnoncelli – il ricercatore coinvolto dal premier – prima sono state fatte alcune domande nel merito della riforma (tipo: siete d’accordo all’abolizione del Cnel? Vi piace la riduzione del numero dei senatori? Siete favorevoli al fatto che in Senato andranno rappresentanti locali?): ebbene, molti hanno risposto Sì. Le stesse persone, però, alla domanda finale – come voterà al referendum? – hanno risposto: voterò No. La motivazione, nella maggior parte dei casi, sono state all’incirca: perché non mi piace Renzi, per mandare a casa Renzi. Ergo: alcuni potenziali sostenitori del Sì alla fine potrebbero votare No per cercare di azzoppare il presidente del Consiglio. Un chiaro segnale che la “spersonalizzazione” è fallita, si dice nella minoranza Pd. Dunque se anche gli elettori potenzialmente favorevoli alla riforma sono disposti a votare no per fare uno sgambetto al premier, per Renzi sarebbe un bel guaio. Così a Palazzo Chigi è scattato l’allarme rosso. E ai comitati per il Sì è arrivato il seguente input inviato da Luca Lotti: parlate della riforma, entrate nel dettaglio sugli aspetti positivi, ma non parlate del governo o del premier.

 

Letto 264 volte Ultima modifica il Lunedì, 03 Ottobre 2016 08:14

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