Giovedì, 29 Settembre 2016 15:46

#Referendum2016, la missione poco istituzionale della #Boschi in Sud America: propaganda per il Sì a spese degli italiani #IoVotoNO

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Sono numerosi i quotidiani che si stanno scatenando sulla strana missione istituzionale in Argentina, Uruguay e Brasile della ministra Maria Elena Boschi. Le TV un po’ meno, soprattutto la RAI che glissa. In realtà gli unici agguerriti inizialmente sono stati Travaglio su IlFatto con un articolo intitolato “La missione farlocca di Boschi a caccia di italiani all’estero” e Sallusti che su IlGiornale spara in prima pagina il titolo: “Boschi a caccia di un ‘sì’ a spese degli italiani”. Questo l’altro ieri. Ovviamente il popolo di internet ha seguito a ruota, d’altronde quando c’è da far casino è sempre in prima fila, ma è anche vero che in questo caso c’è lo zampino dei grillini.
Nel pomeriggio di ieri però è arrivata una nota ufficiale dell’ufficio stampa del ministro che, se possibile, ha peggiorato la situazione. Ora tutti sono scatenati. A parte la RAI che continua a glissare.

La questione è che il governo italiano ha speso solo di voli 12.625 euro di soldi pubblici per fare campagna elettorale in Sud America a favore del Sì al referendum del 4 dicembre. Questo escluso il rimborso che il comitato del Sì riceverà sempre prelevando i soldi dalle nostre tasche.

A confermarlo è proprio la smentita dell’ufficio stampa di Maria Elena Boschi che precisa: “Al contrario di quanto scrive Il Fatto Quotidiano” quella del ministro in Argentina, Brasile e Uruguay è una “missione istituzionale: non è in programma nessuna iniziativa di partito”. Che c'entra il partito? E poi perché non specificare le motivazioni della missione? E ancora: “In merito a quanto riportato da Il Giornale, la missione non ha un costo di 300mila euro, perché al contrario di quanto scritto non è stata effettuata con volo di Stato. La delegazione (4 persone, ndr) viaggia solo su voli di linea e in categoria economy: il costo totale è di 12.625 euro”. Anche qui perché non specificare anche le spese di vitto e alloggio? In sostanza più che un comunicato stampa sembra che siamo di fronte ad un esercizio di equilibrismi dialettici. A questo punto è sospetta anche la smentita in base alla quale l’esponente del governo Renzi non ha dato nessuna indicazione di voto per il referendum. Al contrario, questa, sembra proprio una campagna elettorale.

Le agenzie di stampa e i giornali argentini raccontano infatti una storia molto diversa. Secondo il resoconto dell’Ansa, ad esempio, la sera del 27 settembre (vedi foto) Maria Elena Boschi ha incontrato al teatro Coliseo di Buenos Aires la comunità degli italiani residenti in Argentina. Davanti a oltre mille persone (aventi diritto di voto) e presentata dall’ambasciatore Teresa Castaldo, il ministro ha fatto propaganda per il Sì. Testuale: “È un referendum decisivo, potete decidere se cambiare il nostro Paese votando il Sì, o se lasciare le cose come stanno votando No” ha detto la Boschi. E ancora: “Non si vota per cambiare i principi o i valori fondamentali della nostra Costituzione, né per dare più potere al governo o al presidente del consiglio”. Dopo aver ripercorso tutte le tappe della vicenda referendaria, è passata a tessere le lodi dell’azione del governo di cui fa parte. Finito, che incontro istituzionale era?

La propaganda pro Sì, del resto, era stata anticipata già in un paio di interviste rilasciate dal ministro ai giornali sudamericani. All’argentino El Clarin, Maria Elena Boschi ha assicurato che “riformare il Parlamento è la chiave per dare più stabilità in Italia”. E giù istituzionalismi vari: presentazione della legge, nuovo ruolo del Senato, non è un plebiscito su Renzi ma sul futuro del Paese, ecc. Al quotidiano brasiliano O Globo, invece, la titolare delle Riforme ha risposto anche a chi le chiedeva numi sul ruolo dell’Italia in Europa in caso di vittoria del No. Parola di ministro, ma anche qui di istituzionale c’è davvero ben poco.

La verità è che secondo i dati del ministero dell’Interno e dell’Aire, l’Argentina ha la più alta concentrazione al mondo di italiani residenti all’estero (e aventi diritto al voto): si tratta di 659mila concittadini, quasi il doppio del Brasile (circa 316mila) e infinitamente più che in Uruguay – ultima tappa della gita ministeriale – , dove vivono circa 90mila italiani. Numeri importanti e, forse, sottovalutati dal governo nel recente passato. Al referendum abrogativo del 17 aprile contro le trivellazioni in mare, infatti, i voti contro la posizione assunta da Renzi sono stati quasi il 73% del totale. Certo, anche in Sud America il raggiungimento del quorum è stato una chimera: è andato alle urne appena il 21% degli aventi diritto, ma ad aver detto no alle trivelle sono stati in 176mila (102mila solo in Argentina). Per un referendum dall’esito assai incerto come quello del 4 dicembre, sono sacche di consenso che il governo evidentemente non intende tralasciare.

Letto 361 volte Ultima modifica il Sabato, 01 Ottobre 2016 10:37
Luigi Caruso

Sono il proprietario del marchio WebRobotic® e socio della «Logica S.C.» mi occupo di Comunicazione e Marketing con metodo Olistico.

Mi piace specificare il mio metodo di lavoro, perché tutti poi mi chiedono: “olistico” in che senso? Mi piace perché questa è la caratteristica che mi distingue: un approccio alle cose Multi Disciplinare.

Sto collaborando con Forza Italia in provincia di Varese.

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