Martedì, 22 Novembre 2016 14:22

#Gallarate, #AMSC, I Tafazziani non si ricordano nemmeno quello che hanno fatto

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Dopo aver letto le ultime dichiarazioni di alcuni esponenti del centrosinistra, proprio quelli che hanno governato negli anni grigi dell'amministrazione Guenzani, sarebbe oltremodo interessante che il già consigliere di Amsc, Dott. Marco Montemartini, rispondesse finalmente ad alcune banali domande, essendo stato insieme all'ex Presidente Sergio Praderio e all'Avv. Dario Minella, promotore della nota azione di responsabilità.

  1. Perché Montemartini non insistette a suo tempo per un parere preventivo invece mai chiesto, né alla Corte dei Conti, né a chicchessia, prima di promuovere le note azioni di responsabilità, atteso che così facendo avrebbe potuto far risparmiare almeno 100 mila euro di parcelle ad Amsc? Perché non decise di trasmettere, egli stesso e subito, gli atti, alla Corte dei Conti per consentire ai Giudici di valutare l’operato di chi lo aveva preceduto?
  2. Ancora, perché si limitò a richiedere una semplice due diligence contabile, poco utile alla questione ma comunque costata ai cittadini 65 mila euro? E come mai poi accettò che questa due diligence fosse dichiarata “non divulgabile” e quindi non utilizzabile neanche in giudizio e per questo completamente inutile?
  3. Ancora, su che basi giudica “di parte”, e quindi non affidabile o forse peggio falso, un parere di legge pro veritate che dovrà essere reso da un professionista abilitato? Affermazione offensiva e gravissima, questa, nei confronti di chiunque verrà chiamato ad assumere questo incarico.
  4. Ancora, su che basi invece, ritiene “terzo”, il legale incaricato da lui che, curiosamente, non ha neanche reso il parere di legge pro veritate?
  5. Ancora, come mai l’avvocato da lui scelto, dopo ben trentasei mesi, non è ancora riuscito nemmeno a notificare a tutti i convenuti l’atto di citazione?
  6. Ancora, per quale motivo il Cda, di cui faceva parte Montemartini, disdettò le assicurazioni allora esistenti, che avrebbero invece oggi permesso - qualora l’azione di responsabilità fosse ritenuta fondata - di recuperare con sicurezza la somma richiesta con la citazione? Oggi, c’è il rifiuto della compagnia assicurativa, a coprire la domanda attorea, con la conseguenza che in soldo potranno rispondere solo le persone fisiche convenute con il loro patrimonio. È forse per questo che l’ex sindaco Guenzani si è premurato - solo poco prima delle elezioni - di far fare una verifica dello stato patrimoniale del maggior, se non unico e vero, bersaglio? 

Noi riteniamo che l’azione intentata da AMSC sia infondata, oltre ad essere esclusivamente politica e punitiva, ingiusta, temeraria e gravemente lesiva dei diritti e della reputazione di tutti i convenuti.

Le reali finalità che hanno indotto la sinistra gestione di Praderio con Girardi, Montemartini e Minella a costruire il castello di accuse di cui è infarcito l’atto di citazione, non hanno a nostro giudizio nulla ha a che vedere con l’esistenza di comportamenti censurabili in capo agli ex-amministratori di AMSC né, tantomeno, con danni che possano porsi come conseguenza immediata e diretta di tali condotte, tant’è vero che, AMSC non è stata neppure in grado di provare tali danni, comunque inesistenti.

Gli amministratori convenuti da AMSC in giudizio, vennero nominati allorché il Comune di Gallarate aveva una giunta espressione di una determinata forza politica.

Nel maggio del 2011 la lista guidata dal partito che fino ad allora era stato all’opposizione vinse le elezioni comunali a Gallarate. La nuova maggioranza formatasi in Comune pensò bene di intervenire anche sulle società partecipate, e tra queste su AMSC, ed a farne le spese sono stati gli amministratori della stessa, ma non proprio tutti. 

Ad ulteriore riprova dell’intento “persecutorio” dell’azione civile, vi è una accurata e puntuale selezione dei soggetti da colpire.

Ad esempio, il sig. Brovelli, già amministratore di AMSC nel 2010, non venne coinvolto nell’azione di responsabilità. Verremo accusati di pensare male, ma sospettiamo che siccome già Sindaco di estrema sinistra di Somma Lombardo, sia stato “graziato” perché di quella parte e quindi - nella prospettiva distorta dei due pesi e due misure - tra “quelli” da difendere.

L’assoluta infondatezza dell’azione avrà come conseguenza il rigetto delle domande.

La conseguenza del rigetto delle domande sarà la condanna di AMSC a pagare certamente le spese legali di tutte le controparti oltre, probabilmente, ad una ulteriore somma per lite temeraria e per i danni all’immagine dei convenuti.
È di tutta evidenza che AMSC non potrà essere in grado di pagare dette somme per cui o fallirà o dovrà essere ricapitalizzata dal Comune di Gallarate con i soldi dei suoi cittadini.

Un parere pro veritate metterebbe quindi oggi i nuovi amministratori, sia del Comune sia delle società partecipate, al sicuro davanti ad ogni conseguenza, qualunque essa sia.

È giusto che il fardello delle responsabilità conseguenti ad una azione politica intrapresa dall’allora maggioranza di centrosinistra sia ben ponderato ed è giusto che ognuno abbia piena coscienza di quanto potrebbe essere chiamato a rispondere, cittadini inclusi. Ricordando che i convenuti sono 25, ci domandiamo, chi nella remota evenienza sarà in grado di pagare gli eventuali risarcimenti?

Ai gallaratesi l’ardua sentenza!

Letto 2186 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Novembre 2016 06:47
Alberto Bilardo

Sono genitore e padre di Luca e Federico. Marito di Katia.
Vivo della mia professione. Sono ingegnere civile e dirigo il mio studio che ho fondato nel 1997. Ho la responsabilità di un dipendente.
La mia passione è la politica. Sono iscritto a Forza Italia da 18 anni. Ho ricoperto cariche amministrative in enti locali e società pubbliche. Grazie a queste esperienze ho potuto approfondire il funzionamento della macchina amministrativa dello stato. 

Attualmente sono componente del coordinamento provinciale di Varese e commissario Cittadino di Forza Italia a Gallarate.

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