Gallarate

Gallarate (13)

La Legge Regionale 7/2017 si pone come obiettivo “il recupero dei vani e locali seminterrati ad uso residenziale, terziario o commerciale” per “incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l'installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera”. 
Noi ci sentiamo di condividere appieno questi obiettivi, che il Presidente Maroni ha voluto fossero posti al centro della norma e che il nostro consigliere regionale Fabio Altitonate (FI), relatore del provvedimento, ha sostenuto durante tutto l'iter della Legge in Consiglio Regionale.
Gli obiettivi della Legge sono peraltro pienamente conformi al programma di mandato del Sindaco Cassani che si prefigge di assicurare il consumo zero di suolo e di incentivare la riduzione dei consumi energetici, proprio con l'obiettivo - evidentemente apprezzato dagli elettori - di preservare l'ambiente e ridurre i fabbisogni energetici.
La proposta di delibera, arrivata in Commissione consiliare pianificazione territoriale, limita invece l'applicazione della Legge ad una piccola porzione del nostro territorio, senza peraltro motivare in modo analitico le ragioni di esclusione di tutte queste porzioni di aree edificate gallaratesi.
Questa applicazione riduttiva, a nostro avviso, tradisce l'approccio universale della norma, sia nel merito che nel metodo.

"Desidererei anteporre una riflessione sulla situazione di Amsc". La premessa è quella di Giuseppe Lorusso, componente della commissione consigliare bilancio, che si occupa anche delle società partecipate, eletto nella fila di Forza Italia a Gallarate. Lorusso tiene a ricordare come "per molti anni ci è stato detto che Amsc era stata mal gestita, per non dire altro, e che solo l’oculata gestione, dei guenzaniani di primordine come il dott. Sergio Praderio, l’avv. Dario Minella e il dott. Marco Montemartini, solo per citarne alcuni, aveva permesso un’inversione di tendenza che avrebbe garantito la salvezza della nostra azienda". Non solo, incalza l’azzurro "ci hanno raccontato che la dismissione della commerciale gas e delle reti sarebbe stata la panacea di ogni male, ci hanno spiegato - prosegue il berlusconiano - che l’azione di responsabilità avrebbe portato risarcimenti milionari tali da coprire i disavanzi". E nonostante tutte le rassicurazioni di questi anni del centrosinistra, secondo Lorusso "oggi i bilanci sono in condizioni fallimentari come mai prima e l’azione di responsabilità appare come un pericoloso boomerang lanciato senza alcun fondamento giuridico". La preoccupazione del forzista nasce "dalle notizie che circolano negli uffici sullo stato di salute economico e finanziario della società", voci corroborate anche dagli articoli pubblicati su La Prealpina nei quali lo stesso presidente di Amsc, dott. Roberto Campari, confermava problematiche connesse alla presentazione del bilancio consuntivo oramai in scadenza. Infatti il termine straordinario ed ultimo per l'approvazione del bilancio consuntivo, riservato a casi particolari, è il 29 giungno ed oggi è ancora in dubbio. Ed è per questo motivo che il consigliere comunale azzurro vuole capire "il livello di affidabilità dello stato patrimoniale e del conto economico dell'azienda e se - aggiunge - è in grado di garantire solidità finanziaria e posti di lavoro" o se diversamente "vi è un dissesto progressivo di Amsc e che possa essere suscettibile di variazioni". Se dovesse emergere quest’ultima ipotesi Lorusso va dritto al nocciolo, pronto a svolgere il suo ruolo di indirizzo e controllo nell’intento di "capire quali sono state le cause al fine di poter valutare una possibile ricostruzione nell'interesse cittadino". Insomma, il gruppo consiliare di Forza Italia "vuole che la storia di Amsc venga analizzata con competenza ed imparzialità così da porre fine ad una battaglia oramai pluriennale - spiega Lorusso - che si è giocata sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini". Tutto questo perché, a parere del secondo più votato in Forza Italia " la situazione appare sempre più drammatica tanto che sembra in discussione la stessa sopravvivenza di amsc e in assenza di azioni di rilancio o di valutazioni sulle cause del dissesto è dovere di questa amministrazione capire e spiegare ai cittadini come sia stato possibile giungere a tale situazione". Forza Italia quindi si  aspetta una risposta esauriente con diverse iniziative che portino "a quella Valorizzazione di Amsc che attendiamo così come proposta nel Programma Elettorale, è tempo di tirare le somme" chiosa Lorusso.

Leggiamo con interesse la posizione dell’On. Senaldi che ci incalza a “dire la verità” e di CèV che ci contesta di “gettare fumo negli occhi ai cittadini gallaratesi”.
Certo, capiamo la necessità, da parte di Senaldi, di commissariare la sezione gallaratese del PD, viste le uscite “improvvide” e queste si in odor di querela da parte del segretario Barletta, ma ci chiediamo con che coraggio e con quale impudenza si possa pensare che i Gallaratesi abbiano già dimenticato le prodezze della vecchia amministrazione e dell’ex sommo leader di quest’ultima, Attila.
In ogni caso visto che sicuramente l’on. Senaldi, già viceSindaco, conosce bene la verità, lo invitiamo, già proprio lui, insieme al collega e successore Avv. Pignataro, ad una vera operazione trasparenza sui 5 anni di amministrazione Guenzani (e non solo sui precedenti anni da assessore di quest’ultimo).
Per esempio ci dicano e ci spieghino come mai in Via Montello è sorto un fabbricato in quella posizione, ci spieghino come mai oggi sta nascendo un vero “ecomostro” in via Roma, sulle ceneri di un immobile abbattuto abusivamente e, già che ci siamo, ci illuminino sui motivi che hanno indotto la vecchia amministrazione a transare, benché vittoriosa,
con il responsabile dell’abuso, per regalarci - oggi - questo simpatico ed aggraziato fabbricato che equivale ad un pugno in un occhio nel prezioso centro storico di Gallarate
Ci dicano come mai il PGT ha cancellato la perequazione e spieghino alla città come mai oggi sia possibile costruire supermercati in ogni dove. Forse qualcuno è titubante nel dirci che stiamo cogliendo ancora oggi i frutti della specificità del premio Attila che ci ha donato già il purpurie di grande distribuzione su viale Milano?
La cementificazione infatti non si fa solo consumando aree verdi (e le linee guida della nuova variante Cassani lo escludono) ma anche consentendo che il tessuto urbano sia deturpato da edificazioni incoerenti con il contesto e permettendo, al contempo, una crescita di supermercati incontrollata che desertifica il tessuto commerciale dei piccoli negozi.
Ci spieghi invece il dott. Montemartini, che sedeva insieme all’Avv. Minella e al mallevato dott. Praderio nel cda AMSC, le motivazioni tecniche che li hanno spinti ad intentare una azione di responsabilità che appare parecchio zoppicante. Ci dica perché CèV ha sostenuto la concessione in comodato gratuito fino al 2025 ad Auser dell’immobile ex figli del lavoro, a pochi giorni dalle scorse elezioni amministrative, su proposta della dott.ssa Silvestrini.
Ci dicano come mai decisero di condonare un debito di oltre 80 mila euro ad una associazione sportiva Gallaratese e ci spieghino come mai si dimenticarono, a gennaio 2016, di dare notizia alla città dell’apertura di una procedura, su questo fatto, da parte della corte dei conti.
Ci spieghino come mai la Guardia di finanza ha sequestrato la documentazione degli appalti AMSC avvenuti nel quinquennio del loro effimero regno.
Ci dicano se prima di avviare una causa milionaria per la vicenda del parcheggio Seprio abbiano provveduto ad una indagine tecnica sulla sostenibilità della causa.
Ci dicano, già che ci siamo, se hanno provveduto a stipulare - per loro stessi - delle polizze assicurative ...giusto per saperlo si intende.

Per il PD gallaratese esiste un sistema Lonate che si proietta anche a Gallarate? Su queste dichiarazioni interviene il commissario cittadino di FI, Alberto Bilardo: «Non giriamoci intorno, come direbbe un personaggio del noto scrittore Leonardo Sciascia: “Non è una questione di corna ma una questione di cemento”». Secondo Bilardo «al PD non interessa tanto la questione morale, alla quale invece dice di voler guardare, ma interessa piuttosto conservare la pianificazione urbanistica attuale». Quel piano di governo del territorio «fortemente voluto da Guenzani messo in atto con Senaldi e Pignataro che agevola infatti i proprietari di aree edificabili», avendoli liberati dal vincolo della perequazione prima previsto e che secondo l’esponente azzurro «consente l’apertura di supermercati in ogni dove». Il tutto «alla faccia della conservazione del territorio e della paventata “urbanistica contrattata” - spiega il Berlusconiano - che è poi un principio della legge regionale vigente ma che evidentemente i novelli epigoni di Roberspierre apprezzano solo quando sono loro a contrattare». Il PD denuncia un “sistema Lonate” «che rimane tutto da provare e in modo scorretto, nonchè offensivo, allude al fatto che Forza Italia sia portatrice di uno stile amministrativo foriero di illegalità». Il portavoce degli azzurri va dritto al punto «il Partito democratico coglie ogni pretesto per cercare di impedire il cambiamento di Gallarate necessario per riportare la città nel novero dei comuni dove si amministra nell’interesse dei cittadini». E se il centrosinistra dice che è bastato meno di un anno per rivedere la polizia giudiziaria in Municipio, alludendo all’inchiesta Lolita che vide coinvolto l’allora dirigente del settore urbanistica, Bilardo ricorda come « l’Architetto Bossi è stato poi assolto in via definitiva per non aver commesso il fatto». E se le parole pesano come macigni ecco l’affondo del socio fondatore di Agorà: «non accettiamo lezioni di morale da chi sin dagli anni della Prima Repubblica ha fatto del cemento la propria sintesi di vita lasciando in eredità a Gallarate centri commerciali lungo Viale Milano, contenziosi dovuti alla previsione di milioni di metri cubi lungo la SS 336, risarcimenti milionari dovuti all’esproprio “Crespi” e non dimentichiamo l’edificazione di via Montello». Tutti questi fatti «portano una sola firma, sempre la stessa, quella del Premio Attila, già sindaco di Gallarate, sostenuto dal Partito Democratico e da Città è Vita», conclude Bilardo. Senza dimenticare che la stessa Procura ha dichiarato che la vicenda di Lonate Pozzolo non riguarda la città di Gallarate.

Dopo aver letto le ultime dichiarazioni di alcuni esponenti del centrosinistra, proprio quelli che hanno governato negli anni grigi dell'amministrazione Guenzani, sarebbe oltremodo interessante che il già consigliere di Amsc, Dott. Marco Montemartini, rispondesse finalmente ad alcune banali domande, essendo stato insieme all'ex Presidente Sergio Praderio e all'Avv. Dario Minella, promotore della nota azione di responsabilità.

Ieri abbiamo avuto modo di seguire in streaming il forum dei candidati sindaci per #Gallarate2016 organizzato dalla Prealpina, grazie a Monica Salomoni che lo ha pubblicato nel gruppo Facebook «Sei di Gallarate se...».
Mi ha colpito un passaggio di Roberto Borgo che sottolineava come al tavolo ci fossero 5 candidati di espressione civica e che il solo Andrea Cassani fosse un candidato politico. Al momento pensavo fosse una svista perché Andrea Cassani, pur essendo un politico, ha ben tre liste civiche che lo sostengono, poi però ho colto l’assist nei confronti di Edoardo Guenzani.

Per cinque maledettissimi anni, gli scagnozzi dello sceriffo, si sono visti solo per depredare cittadini e botteghe con le sue tasse. 80 milioni di monete d’euro saccheggiati alle famiglie, ai contadini ed agli artigiani di Nottingham. In tempo di carestia per giunta. Oggi, gli stessi gaglioffi, si affacciano nelle piazze come colombe della pace, agitando i loro stendardi arcobaleno. Senza neanche il cavallo, per non incutere terrore, Crucco e Tonto, passeggiano per il centro della contea e predicano persino sui nuovi pulpiti sociali.

Il popolo però non si fida e fa bene. Il compito dello sceriffo e dei suoi sgherri era badare ai cervi del Re e alle colture pubbliche. Ebbene nella foresta non si vedono più palchi, i campi sono cosparsi di rovi, hanno venduto tutti i buoi da tiro e persino i contadini e l’aratro pubblico. Le botteghe chiudono, la carestia avanza ma loro non hanno fatto niente.

Nei giorni scorsi si è aperto l’ennesimo dibattito contro il sindaco e la giunta comunale. Questa volta perché il nuovo attraversamento pedonale di via Carlo Noè, decisamente, non è apprezzato da nessuno. Anzi comincia a fare danni, infatti tutto comincia da qui. Ne ho discusso sui social anche io. Naturalmente non è mancato neanche il contributo degli assessori ai social, in questo caso il mitico Protasoni.

Pur condividendo completamente lo spirito costruttivo e collaborativo del leader della lista 9.9, permetteteci di svolgere il nostro compito che attualmente è quello dell’opposizione. Compito che per dovere, deve essere, di vigilanza nei confronti dell’operato della giunta. Da dentro il consiglio con gli strumenti che sono consentiti dalle leggi e dai regolamenti e all’esterno con l’informazione verso i cittadini.

Facciamo quindi una premessa di merito: in Forza Italia a Gallarate, nessuno è contrario ai processi aggregativi nel settore delle multiutility. È stata proprio Forza Italia, sia a livello provinciale che comunale ad  attivare la discussione nel settore delle acque. A quel tempo, ben prima degli obblighi normativi introdotti negli ultimi anni, gli odierni alfieri delle aggregazioni, difendevano i loro “orticelli di palazzo” dove coltivare solo poltrone.

Siamo forse all’apice della gogna mediatica, passata tra l’altro persino in una fascia di massimo ascolto della tv nazionale. Lo show di venerdì 18 tra Jack, Daniel, il loro avvocato ed il Sindaco Guenzani, di nuovo di fronte alla stampa, la dice tutta su come è stata gestita Gallarate in questa legislatura.