Ne rimaniamo convinti. La lettura della Sentenza n. 3372 del 07 giugno 2012 del Consiglio di Stato avvalora la nostra tesi: ha assoluta prevalenza quanto prescritto all’art. 70, comma 1, del regolamento del consiglio comunale di Gallarate.

E questo perché la sentenza parla chiaro in merito all'interpretazione delle norme statutarie comunali che regolano la partecipazione degli astenuti alle sedute e alla votazione consiliare. Infatti, il regolamento del consiglio comunale preso in esame contiene specificatamente la doppia disposizione, ovvero, sia che per l’approvazione delle deliberazioni del Consiglio comunale è necessario il "voto favorevole della maggioranza di consiglieri presenti" e sia che "il consigliere che dichiari di astenersi dal voto è computato tra i presenti ai fini della validità del voto", salvo che si allontani dall’aula, senza fornire un’espressa disciplina al computo degli astenuti ai fini della maggioranza per l’approvazione delle deliberazioni consiliari (c.d. quorum funzionale). Motivo per cui il Consiglio di Stato indica che la suddetta interpretazione doveva, nelle specie, ritenersi avvalorata, sotto il profilo logico, perché previsto dalle esistenti norme statutarie. Soluzione utilizzata anche dal regolamento della Camera dei Deputati, che al suo art. 48, dopo aver ribadito la formula costituzionale "maggioranza dei presenti", specifica al comma 2 “Ai fin del comma 1 sono considerati presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario”. Nel regolamento consigliare del nostro Comune questo non è previsto e regolamentato. Spiace dunque constatare che qualcuno abbia voluto forzare la mano strumentalmente avvalendosi di stralci di una sentenza che al contrario rafforza il concetto del prevedere espressamente la computabilità degli astenuti ai fini della "validità” del voto all’interno delle norme statutarie e regolamentari. Non possiamo non tener conto del fatto che sia venuta a mancare in particolare la figura di garanzia del Presidente del Consiglio, il quale anziché tener conto della maggioranza dei voti astenuti, espressione di non condivisione dell’atto deliberativo, ben 14 consiglieri su 23 presenti, ha fatto sua una interpretazione palesando il suo voto politico favorevole adeso alla volontà del sindaco, quest'ultimo relatore della delibera consigliare. Non rimane che attendere fiduciosi l'interpretazione di Sua Eccellenza il Prefetto con cui intendiamo condividere la nostra. Solo dopo potremo dire se rimarrà, oppure no, fiducia nei confronti della struttura comunale e nella figura del presidente del consiglio che - legittimamente - ha confermato la sua posizione politica apponendo la firma alla pubblicazione della delibera.

La Legge Regionale 7/2017 si pone come obiettivo “il recupero dei vani e locali seminterrati ad uso residenziale, terziario o commerciale” per “incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l'installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera”. 
Noi ci sentiamo di condividere appieno questi obiettivi, che il Presidente Maroni ha voluto fossero posti al centro della norma e che il nostro consigliere regionale Fabio Altitonate (FI), relatore del provvedimento, ha sostenuto durante tutto l'iter della Legge in Consiglio Regionale.
Gli obiettivi della Legge sono peraltro pienamente conformi al programma di mandato del Sindaco Cassani che si prefigge di assicurare il consumo zero di suolo e di incentivare la riduzione dei consumi energetici, proprio con l'obiettivo - evidentemente apprezzato dagli elettori - di preservare l'ambiente e ridurre i fabbisogni energetici.
La proposta di delibera, arrivata in Commissione consiliare pianificazione territoriale, limita invece l'applicazione della Legge ad una piccola porzione del nostro territorio, senza peraltro motivare in modo analitico le ragioni di esclusione di tutte queste porzioni di aree edificate gallaratesi.
Questa applicazione riduttiva, a nostro avviso, tradisce l'approccio universale della norma, sia nel merito che nel metodo.

"Desidererei anteporre una riflessione sulla situazione di Amsc". La premessa è quella di Giuseppe Lorusso, componente della commissione consigliare bilancio, che si occupa anche delle società partecipate, eletto nella fila di Forza Italia a Gallarate. Lorusso tiene a ricordare come "per molti anni ci è stato detto che Amsc era stata mal gestita, per non dire altro, e che solo l’oculata gestione, dei guenzaniani di primordine come il dott. Sergio Praderio, l’avv. Dario Minella e il dott. Marco Montemartini, solo per citarne alcuni, aveva permesso un’inversione di tendenza che avrebbe garantito la salvezza della nostra azienda". Non solo, incalza l’azzurro "ci hanno raccontato che la dismissione della commerciale gas e delle reti sarebbe stata la panacea di ogni male, ci hanno spiegato - prosegue il berlusconiano - che l’azione di responsabilità avrebbe portato risarcimenti milionari tali da coprire i disavanzi". E nonostante tutte le rassicurazioni di questi anni del centrosinistra, secondo Lorusso "oggi i bilanci sono in condizioni fallimentari come mai prima e l’azione di responsabilità appare come un pericoloso boomerang lanciato senza alcun fondamento giuridico". La preoccupazione del forzista nasce "dalle notizie che circolano negli uffici sullo stato di salute economico e finanziario della società", voci corroborate anche dagli articoli pubblicati su La Prealpina nei quali lo stesso presidente di Amsc, dott. Roberto Campari, confermava problematiche connesse alla presentazione del bilancio consuntivo oramai in scadenza. Infatti il termine straordinario ed ultimo per l'approvazione del bilancio consuntivo, riservato a casi particolari, è il 29 giungno ed oggi è ancora in dubbio. Ed è per questo motivo che il consigliere comunale azzurro vuole capire "il livello di affidabilità dello stato patrimoniale e del conto economico dell'azienda e se - aggiunge - è in grado di garantire solidità finanziaria e posti di lavoro" o se diversamente "vi è un dissesto progressivo di Amsc e che possa essere suscettibile di variazioni". Se dovesse emergere quest’ultima ipotesi Lorusso va dritto al nocciolo, pronto a svolgere il suo ruolo di indirizzo e controllo nell’intento di "capire quali sono state le cause al fine di poter valutare una possibile ricostruzione nell'interesse cittadino". Insomma, il gruppo consiliare di Forza Italia "vuole che la storia di Amsc venga analizzata con competenza ed imparzialità così da porre fine ad una battaglia oramai pluriennale - spiega Lorusso - che si è giocata sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini". Tutto questo perché, a parere del secondo più votato in Forza Italia " la situazione appare sempre più drammatica tanto che sembra in discussione la stessa sopravvivenza di amsc e in assenza di azioni di rilancio o di valutazioni sulle cause del dissesto è dovere di questa amministrazione capire e spiegare ai cittadini come sia stato possibile giungere a tale situazione". Forza Italia quindi si  aspetta una risposta esauriente con diverse iniziative che portino "a quella Valorizzazione di Amsc che attendiamo così come proposta nel Programma Elettorale, è tempo di tirare le somme" chiosa Lorusso.

Leggiamo con interesse la posizione dell’On. Senaldi che ci incalza a “dire la verità” e di CèV che ci contesta di “gettare fumo negli occhi ai cittadini gallaratesi”.
Certo, capiamo la necessità, da parte di Senaldi, di commissariare la sezione gallaratese del PD, viste le uscite “improvvide” e queste si in odor di querela da parte del segretario Barletta, ma ci chiediamo con che coraggio e con quale impudenza si possa pensare che i Gallaratesi abbiano già dimenticato le prodezze della vecchia amministrazione e dell’ex sommo leader di quest’ultima, Attila.
In ogni caso visto che sicuramente l’on. Senaldi, già viceSindaco, conosce bene la verità, lo invitiamo, già proprio lui, insieme al collega e successore Avv. Pignataro, ad una vera operazione trasparenza sui 5 anni di amministrazione Guenzani (e non solo sui precedenti anni da assessore di quest’ultimo).
Per esempio ci dicano e ci spieghino come mai in Via Montello è sorto un fabbricato in quella posizione, ci spieghino come mai oggi sta nascendo un vero “ecomostro” in via Roma, sulle ceneri di un immobile abbattuto abusivamente e, già che ci siamo, ci illuminino sui motivi che hanno indotto la vecchia amministrazione a transare, benché vittoriosa,
con il responsabile dell’abuso, per regalarci - oggi - questo simpatico ed aggraziato fabbricato che equivale ad un pugno in un occhio nel prezioso centro storico di Gallarate
Ci dicano come mai il PGT ha cancellato la perequazione e spieghino alla città come mai oggi sia possibile costruire supermercati in ogni dove. Forse qualcuno è titubante nel dirci che stiamo cogliendo ancora oggi i frutti della specificità del premio Attila che ci ha donato già il purpurie di grande distribuzione su viale Milano?
La cementificazione infatti non si fa solo consumando aree verdi (e le linee guida della nuova variante Cassani lo escludono) ma anche consentendo che il tessuto urbano sia deturpato da edificazioni incoerenti con il contesto e permettendo, al contempo, una crescita di supermercati incontrollata che desertifica il tessuto commerciale dei piccoli negozi.
Ci spieghi invece il dott. Montemartini, che sedeva insieme all’Avv. Minella e al mallevato dott. Praderio nel cda AMSC, le motivazioni tecniche che li hanno spinti ad intentare una azione di responsabilità che appare parecchio zoppicante. Ci dica perché CèV ha sostenuto la concessione in comodato gratuito fino al 2025 ad Auser dell’immobile ex figli del lavoro, a pochi giorni dalle scorse elezioni amministrative, su proposta della dott.ssa Silvestrini.
Ci dicano come mai decisero di condonare un debito di oltre 80 mila euro ad una associazione sportiva Gallaratese e ci spieghino come mai si dimenticarono, a gennaio 2016, di dare notizia alla città dell’apertura di una procedura, su questo fatto, da parte della corte dei conti.
Ci spieghino come mai la Guardia di finanza ha sequestrato la documentazione degli appalti AMSC avvenuti nel quinquennio del loro effimero regno.
Ci dicano se prima di avviare una causa milionaria per la vicenda del parcheggio Seprio abbiano provveduto ad una indagine tecnica sulla sostenibilità della causa.
Ci dicano, già che ci siamo, se hanno provveduto a stipulare - per loro stessi - delle polizze assicurative ...giusto per saperlo si intende.

Per il PD gallaratese esiste un sistema Lonate che si proietta anche a Gallarate? Su queste dichiarazioni interviene il commissario cittadino di FI, Alberto Bilardo: «Non giriamoci intorno, come direbbe un personaggio del noto scrittore Leonardo Sciascia: “Non è una questione di corna ma una questione di cemento”». Secondo Bilardo «al PD non interessa tanto la questione morale, alla quale invece dice di voler guardare, ma interessa piuttosto conservare la pianificazione urbanistica attuale». Quel piano di governo del territorio «fortemente voluto da Guenzani messo in atto con Senaldi e Pignataro che agevola infatti i proprietari di aree edificabili», avendoli liberati dal vincolo della perequazione prima previsto e che secondo l’esponente azzurro «consente l’apertura di supermercati in ogni dove». Il tutto «alla faccia della conservazione del territorio e della paventata “urbanistica contrattata” - spiega il Berlusconiano - che è poi un principio della legge regionale vigente ma che evidentemente i novelli epigoni di Roberspierre apprezzano solo quando sono loro a contrattare». Il PD denuncia un “sistema Lonate” «che rimane tutto da provare e in modo scorretto, nonchè offensivo, allude al fatto che Forza Italia sia portatrice di uno stile amministrativo foriero di illegalità». Il portavoce degli azzurri va dritto al punto «il Partito democratico coglie ogni pretesto per cercare di impedire il cambiamento di Gallarate necessario per riportare la città nel novero dei comuni dove si amministra nell’interesse dei cittadini». E se il centrosinistra dice che è bastato meno di un anno per rivedere la polizia giudiziaria in Municipio, alludendo all’inchiesta Lolita che vide coinvolto l’allora dirigente del settore urbanistica, Bilardo ricorda come « l’Architetto Bossi è stato poi assolto in via definitiva per non aver commesso il fatto». E se le parole pesano come macigni ecco l’affondo del socio fondatore di Agorà: «non accettiamo lezioni di morale da chi sin dagli anni della Prima Repubblica ha fatto del cemento la propria sintesi di vita lasciando in eredità a Gallarate centri commerciali lungo Viale Milano, contenziosi dovuti alla previsione di milioni di metri cubi lungo la SS 336, risarcimenti milionari dovuti all’esproprio “Crespi” e non dimentichiamo l’edificazione di via Montello». Tutti questi fatti «portano una sola firma, sempre la stessa, quella del Premio Attila, già sindaco di Gallarate, sostenuto dal Partito Democratico e da Città è Vita», conclude Bilardo. Senza dimenticare che la stessa Procura ha dichiarato che la vicenda di Lonate Pozzolo non riguarda la città di Gallarate.

A sei mesi dall'insediamento siamo stati dall’Assessore Orietta Liccati: ci ha raccontato cosa sta facendo e quale futuro vorrebbe per Gallarate.

L’Assessore ci accoglie nel suo ufficio, la giornata sembra tranquilla in comune ma dobbiamo attendere, l’ultima riunione prima della pausa pranzo, nonostante siamo decisamente in ritardo e c’è persino qualcuno dopo di noi che aspetta.

A sei mesi dall'insediamento siamo stati dal Vice Sindaco Moreno Carù: ci ha raccontato cosa sta facendo e quale futuro vorrebbe per Gallarate.

Ci accoglie nel suo ufficio mentre tutto il comune è in subbuglio. La questione del momento è il caro bollette dell’acqua: capire esattamente i motivi e trovare se possibile una soluzione che sia di sollievo per i cittadini.

Sabato, 24 Dicembre 2016 18:11

#Gallarate: la verità brucia...

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Dalla campagna elettorale del 2011, i detrattori del centrodestra e in particolare di Forza Italia, stanno lavorando a tutta forza e senza soluzione di continuità. Fa sempre piacere incrementare un mercato ma Forza Italia non insegue gossip e le polemiche inutili.

Dopo aver letto le ultime dichiarazioni di alcuni esponenti del centrosinistra, proprio quelli che hanno governato negli anni grigi dell'amministrazione Guenzani, sarebbe oltremodo interessante che il già consigliere di Amsc, Dott. Marco Montemartini, rispondesse finalmente ad alcune banali domande, essendo stato insieme all'ex Presidente Sergio Praderio e all'Avv. Dario Minella, promotore della nota azione di responsabilità.

Ne sono già usciti tanti e ancora ce ne dovremo sorbire. Nonostante le notevoli differenze per la maggior parte danno il NO avanti. Tranne quelli della RAI che invece ribaltano la realtà e quindi hanno suscitato qualche giustificatissima polemica, visto che per realizzare questi vengono usati fior di quattrini pubblici.

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